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Acconti e fatture parziali: liquidità per le aziende artigiane

Come concordare gli acconti, emettere correttamente le fatture parziali e presentare la fattura finale in modo trasparente, così il denaro arriva prima della scadenza dei salari.

Il materiale lo paga Lei all’ordinazione, i salari a fine mese, mentre la fattura finale la salda la clientela prima o poi in seguito. Questo divario, in molte aziende artigiane, lo finanzia il conto corrente, che è la banca più cara del mondo. Gli acconti colmano il divario e sono una prassi diffusa nel settore. Basta concordarli e fatturarli in modo corretto.

Quando l’acconto è opportuno

Come regola pratica: non appena un incarico dura più di due o tre settimane o richiede un impiego considerevole di materiale, un piano di pagamento va inserito nell’offerta. I modelli più diffusi sono:

  • Suddivisione in terzi: un terzo all’assegnazione dell’incarico, un terzo in base all’avanzamento dei lavori, il resto con la fattura finale.
  • Quota materiale anticipata: i costi del materiale all’ordinazione, il lavoro in base all’avanzamento.
  • Fatture parziali mensili in base all’avanzamento effettivo nei progetti più lunghi, basate sui rapporti di lavoro.

Il momento in cui viene concordato è determinante: nell’offerta, non sulla prima fattura. Quanto scritto nell’offerta accettata è cosa concordata; quanto emerge più tardi genera discussioni.

Come emettere correttamente la fattura di acconto

Una fattura di acconto è una normale fattura con due particolarità:

  1. Indicarla chiaramente come acconto: ad esempio “1a fattura di acconto secondo offerta n. 2026-001”, citando il riferimento all’incarico.
  2. Gestire correttamente l’IVA: anche gli acconti sono soggetti all’IVA; l’aliquota (8.1 %) va indicata su ogni fattura parziale. Dettagli nella guida IVA nell’artigianato.

Ogni fattura di acconto riceve la propria sezione di pagamento QR con un riferimento QR proprio, così i pagamenti si possono attribuire correttamente (ecco come funziona la fattura QR).

La fattura finale: dedurre in modo trasparente

La fattura finale elenca l’intera prestazione, deduce singolarmente gli acconti già versati e indica l’importo residuo:

Totale lavori e materiale: CHF 24’800.00
IVA 8.1 %: CHF 2’008.80
Totale incl. IVA: CHF 26’808.80
./. 1° acconto del 5 maggio 2026: CHF 9’000.00
./. 2° acconto del 2 giugno 2026: CHF 9’000.00
Importo residuo: CHF 8’808.80

Così la clientela vede a colpo d’occhio che nulla viene fatturato due volte. Niente distrugge la fiducia più in fretta di una fattura finale in cui bisogna andare a cercare gli acconti.

Se l’acconto non arriva

Una fattura di acconto non pagata è un segnale d’allarme che non va ignorato: altrimenti continua a lavorare a proprio rischio. Il modo di procedere:

  1. Sollecitare brevemente, come per ogni sollecito: spesso si tratta di una svista.
  2. Se il pagamento continua a mancare, sospendere i lavori, sempre che l’acconto fosse stato concordato. Comunichi la cosa in modo oggettivo e per iscritto.
  3. Nei progetti edili più grandi, pensare per tempo all’ipoteca legale degli artigiani e imprenditori: il termine di quattro mesi decorre dal completamento dei lavori.

Mantenere una visione d’insieme

Con due o tre progetti paralleli e due fatture di acconto ciascuno, la contabilità diventa presto confusa: cosa è aperto, cosa è pagato, cosa manca sulla fattura finale? In MeisterOffice le fatture di acconto e quella finale sono collegate al progetto, i pagamenti si riconciliano automaticamente tramite il riferimento QR, e la fattura finale deduce da sola gli acconti già versati. I prezzi si trovano qui.

Domande frequenti

Posso chiedere un acconto anche a clienti privati? Sì. Gli acconti sono puramente una questione di accordo e sono ammessi e diffusi sia con clienti privati sia con clienti commerciali. Per i piccoli incarichi sotto qualche migliaio di franchi di solito vi si rinuncia.

Quanto può essere alto il primo acconto? È diffuso il 30-40% all’assegnazione dell’incarico. Una percentuale nettamente più alta risulta scoraggiante ed è rischiosa anche per Lei, nel caso in cui la clientela rinunci e debba restituire l’importo.

Un acconto è lo stesso di un anticipo? Nella pratica quotidiana i termini si mescolano. Di solito si intende la stessa cosa: un pagamento prima della fattura finale. Ciò che conta non è la parola usata, ma che l’importo e la scadenza siano concordati per iscritto.

Meno scartoffie, più cantiere

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